Agli sportelli dell'amministrazione di Grenchen, nel canton Soletta, non verranno più sbrigate le pratiche delle donne che si presenteranno con il burqa. La misura è stata decisa venerdì dal sindaco socialista Boris Banga per ovviare a problemi di identificazione. All'origine della decisione vi è stato un episodio verificatosi giovedì. Una 19enne svizzera si è recata presso il comune assieme al padre, di nazionalità marocchina. La giovane era completamente celata dietro un burqa; persino le mani erano bendate. Per accertarne l'identità è dovuta entrare in un locale separato con solo impiegate donne.
Mentre le antidemocratiche polemiche causate dal voto popolare di due domeniche fa stanno ancora imperversando sulla stampa , leggiamo di un sindaco di sinistra ( il che è una fortuna perché se fosse stato un democentrista probabilmente qualcuno avrebbe gridato alla discriminazione) che ha il coraggio di opporsi ai diktat di chi usa la religione come pretesto per imporre delle pseudo tradizioni che sono oltre il limite della segregazione, se lo mettano bene in testa queste persone qui non siamo in certi paesi mediorientali o nordafricani dove le persone vengono separate e anche discriminate in base al sesso, qui non vogliamo ne Sharia ne talebani, e se come sembra i governanti sono ancora confusi su che atteggiamento prendere, l’impressione e che il sovrano invece ha le idee ben chiare.
Il fatto che nel nostro paese ci siamo persone che pretendono anche solo fra le loro mura o nella sfera privata di applicare regole primitive e anche sintomo del fallimento di qualsiasi politica d’integrazione , sempre che per integrazione si intenda integrare gli immigrati nella nostra cultura , e non forzare gli indigeni ad integrarsi alle più disparate culture.









